La storia

Le Congregazioni di carità

Le autorità napoleoniche si dimostrarono assai attente al problema della pubblica assistenza e beneficenza, istituendo in Trentino le Congregazioni di carità in base al Decreto Vicereale del 15 febbraio 1811, n. 49. All’ art. 2 si stabiliva che “in ogni comune del Dipartimento dell’ Alto Adige e dei cantoni di Tobiano e Primiero, tutti gli spedali, orfanatrofi, luoghi pii, lasciti e fondi di pubblica beneficenza…avranno una sola e medesima amministrazione che prenderà il titolo di Congregazione di carità”. Con la loro istituzione in ogni comune, cessavano le parziali amministrazioni in precedenza esercitate dalle corporazioni o dai privati, salvo i patronati di famiglie private. Con l’annessione del Trentino all’Austria venne sostanzialmente confermata la normativa vigente in materia di assistenza e beneficenza pubblica. Nel corso della sua storia, indipendentemente dal governo in essere, la Congregazioni di carità in Trentino ebbero quale compito fondamentale l’assistenza e la beneficenza di persone in particolare difficoltà economiche (poveri, anziani, inabili al lavoro, orfani, donne partorienti) o difficoltà fisiche o psichiche (malati e mentecatti). Queste persone deboli ricevevano aiuto in modo diretto con generi di prima necessità, ma anche aiuto in modo indiretto con cure prestate da apposite istituzioni su iniziativa della Congregazione di carità. La Congregazione si finanziava mediante lasciti, donazioni, legati pii, offerte. Dopo l’annessione del Trentino all’Italia venne applicato il regolamento italiano in materia con R.D. 22 aprile 1923, n. 982 entrato in vigore il 16 maggio 1923; in sostanza non venivano apportati significativi mutamenti. Successivamente con legge 3 giugno 1937, n.847, veniva istituito l’Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.) che avrebbe assunto tutte le competenze assegnate alle Congregazioni di carità. In Trentino la circolare emessa dalla Regia Prefettura fissava al 1° luglio 1937 l’ entrata in vigore della legge. Con legge regionale 25 febbraio 1982, n. 2, e con effetto dal 3 marzo 1982, sono state dettate le norme sullo scioglimento degli E.C.A.. Ciononostante i Comitati E.C.A. del Trentino- Alto Adige hanno continuato ad operare in qualità di commissari straordinari; l’effettivo passaggio di competenze ai Comuni o ai Comprensori , nel caso di comuni con meno di 20.000 abitanti, è avvenuto a partire dal 1° luglio 1993.

La Congregazione di carità di Cavedine

La prima attestazione presente nell’archivio comunale relativa alla Congregazione di Carità di Cavedine è datata 15 gennaio 1851 ed è un avviso per l’investimento di un capitale. L’ultima attestazione si può far risalire al 4 luglio 1924: in tale data venne revisionato il conto della Congregazione di Carità e dell’amministrazione dell’Ospedale-Ricovero per l’anno 1923.

Le origini e la costruzione dell’Ospitale-Ricovero

Agli inizi del 1900, la rappresentanza comunale di Cavedine aveva progettato di erigere nel territorio del comune un Ospitale-Ricovero per l’assistenza ai poveri ed agli orfanelli. Il 30 dicembre 1909 venne all’uopo nominato un comitato con il compito di entrare in trattativa con l’amministratore del beneficio Faitelli di Cavedine per acquistare un terreno e la casa in esso inclusa. (Nel 1636 Lorenzo Faitelli, possidente di Laguna, fondò un Beneficio semplice o Cappelania manuale detta Faitelli, a cui avevano diritto d’investitura i sacerdoti della Famiglia Faitelli ed in mancanza di essi i sacerdoti della Parrocchia.) La trattativa ebbe esito favorevole ed i beni, casa rustica d’abitazione con cortile e chiesura aderente con prato e pascolivo, vennero assegnati al comune di Cavedine a seguito di asta volontaria tenuta presso l’ I.R. Giudizio Distrettuale di Vezzano il 29 agosto 1912. La casa era dotata di una torre, peculiarità delle di famiglie agiate, protetta da un tetto a quattro spioventi sostituito poi con una merlatura nell’edificazione dell’Ospitale-Ricovero. Il prezzo fissato per la prima grida fu di Corone 4.600 mentre quello di acquisto fu di Corone 4.750. Per far fronte al pagamento di tale importo il Comune ottenne dalla Giunta provinciale della Contea principesca del Tirolo, l’autorizzazione ad assumere un mutuo di pari importo al tasso del 4 ,50 %. Conseguentemente, sempre nel 1912, fu redatto uno statuto che all’art.1 stabiliva che “il pio istituto viene denominato Ospitale-Ricovero comunale di Cavedine” ed all’art. 3 precisava che “esso ha una amministrazione propria ed indipendente dalla comunale e sotto la sorveglianza del comune”. Una convenzione del 16 settembre 1912 stipulata tra il Comune ed il parroco di Cavedine, ex-amministratore del beneficio Faitelli, stabilì tra l’altro le modalità per la nomina dell’amministrazione dell’Ospedale-Ricovero. Sia lo statuto che la convenzione, prevedevano di ammettere nell’ospedale “ammalati ed impotenti tanto poveri che non poveri, tanto terrieri che forestieri, nonché orfani”. Nella gestione fu coinvolta tutta la comunità di Cavedine a partire dalle cariche più responsabili della comunità stessa. L’art.5 dello statuto stabiliva che la direzione amministrativa fosse composta da undici membri di cui tre perpetui (sindaco, parroco, presidente della Cassa Rurale) e otto da eleggersi ogni tre anni. Con i contributi del comune, di enti e di alcuni privati nel 1913 iniziarono i lavori che furono sospesi nel 1916 in conseguenza degli eventi bellici e quindi ripresi nel 1919 per protrarsi fino al 1922. Il progetto fu redatto, nell’agosto del 1912, dal carpentiere di Vigo Cavedine Emilio Comai.

I costi

Al costo iniziale di acquisto degli immobili pari a corone 4.750, coperto da un mutuo a carico del comune, seguirono i costi per i lavori di restauro, adattamento e costruzioni varie. In archivio due rendiconti finanziari molto precisi ci dicono che i costi furono:

Spese sostenute dal 1913 al 1916 > corone > 5.965,40

Spese sostenute dal 1919 al 1920 > lire > 14.350,23

Spese sostenute dal 1920 al 1922 > lire > 116.742,85

Mentre per le spese sostenute dal 1913 al 1920 si provvide esclusivamente con fondi raccolti con collette e beneficenza, per l’ultimo importo vi fu nuovamente il concorso del Comune. La rappresentanza comunale nella seduta del 6 marzo 1921 deliberò con voto unanime di dare disposizione alla Cassa Rurale affinché assegnasse all’Amministrazione dell’Ospedale-Ricovero i denari necessari fino all’ ultimazione dei lavori dello stesso.

L’inaugurazione

Il 10 luglio 1921, don Antonio Spada, uno dei principali animatori dell’iniziativa, compiva la cerimonia della benedizione della Casa. Nella stessa occasione veniva contemporaneamente inaugurato anche il nuovo acquedotto. Così dalla cronaca riportata dal giornale “IL NUOVO TRENTINO” nell’edizione di mercoledì 13 luglio 1921: “Domenica ebbe luogo l’inaugurazione dell’ Ospedale-Ricovero e fu per Cavedine una giornata che data la sua importanza sarà tramandata alla storia…Una folla di persone di tutte le età si stipava ai lati della strada che dà accesso al paese dando un simpatico benvenuto fra suoni,canti,discorsi di ogni genere. Don Spada parroco di Cavedine ed il sig. Bortolotti per il comune ricevono S.E. l’on. Credaro e le autorità....L’on Credaro ringrazia……e vorrebbe che tanti altri comuni risorgessero come Cavedine a quell’altezza da esso raggiunta nelle opere sociali , che sono vanto della regione stessa…Cavedine può guardare ed andare incontro al dimani finchè sarà diretto ed amministrato da chi lavora tanto disinteressatamente e tenacemente per il suo sviluppo e per la sua maggiore prosperità; ciò che noi auguriamo fervidamente ed ardentemente.”

Grave lutto

Don Antonio Spada muore prematuramente a Trento il 30 novembre 1921; dall’inaugurazione sono trascorsi neanche 5 mesi. Per desiderio dell’ estinto la salma fu trasportata da Trento (dove si era recato presso un fratello per seguire una cura) a Cavedine, per essere sepolta accanto alla tomba della madre. La cronaca ci riporta che il feretro sostò nella chiesetta dei SS. Martiri, poi alle 14.00 si formò il lungo corteo che attraverso il paese si recò processionalmente alla parrocchiale. La partecipazione fu enorme; scuole, associazioni, autorità civili e religiose, banda, vessilli, corpo docente… ed una fiumana di popolo.

L'inizio dell'attività

Qualche giorno prima dell’inaugurazione, il 28 giugno, erano giunte a Cavedine quattro suore incaricate della gestione della missione di carità; esse appartenevano all’ordine di Maria Bambina. Furono accolte all’ingresso del paese dal parroco don Antonio Spada, dai sacerdoti della parrocchia e dal consiglio comunale al completo. Erano i tempi in cui mancavano il pane, i medicinali, i vestiti e le cose più necessarie. “Arrivati alla porta del Ricovero – ricorda la superiora suor Filippina Tonidandel – nessuno voleva entrare per primo. La casa era spoglia di tutto, pareva saccheggiata. Ci guardammo senza parlare e seguimmo i signori fino all’uscita. In casa non c’era nulla, chi avrebbe pensato a noi? Per amore di Dio e dei poveri bisognò adattarsi ad ogni umiliazione. Dopo tre giorni potemmo finalmente comperare qualcosa, ma in piccola quantità, tanto per non morire.” Il 19 luglio 1921, giorno di S. Vincenzo, la casa si aprì a ricevere i primi ammalati, sudici ed in uno stato miserevole di anima e di corpo. Portavano con sé le loro masserizie, inadoperabili, che finirono tra le fiamme. L’attività ebbe un inizio immediato e pressante; in quattro giorni furono ricoverati 26 ammalati e 6 orfanelli che in poco tempo divennero 12. L’ assistenza medica venne affidata al medico comunale. L’Ospitale-Ricovero mancava ancora della protettrice. Fu realizzata una piccola cappella dedicata a Maria Bambina in cui la cara immagine della Madonna fu benedetta il 28 agosto 1926.

L’attività continua

La Prefettura di Trento con lettera 14 dicembre 1928 concesse il riconoscimento giuridico di Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza, mentre nel 1939, l’Ospitale-Ricovero venne classificato come “Infermeria mista”. Infatti fino al 1940, era in funzione un piccolo reparto di medicina in cui vennero praticati anche semplici interventi chirurgici da parte del dott. Preti, assistito dalla superiora suor Emilia Miorelli. Dal 1930 al 1943 fu operativo anche un reparto per T.B.C.. A partire dal 1950 circa il Consiglio di Amministrazione poté assumere i primi dipendenti e fu così possibile alleviare il lavoro delle suore. Fino a quel momento, in aggiunta alla loro attività di assistenza, era compito delle suore occuparsi della cucina, delle pulizie, della campagna e del bestiame (conigli, galline, pecore, maiale e mucca). Nel 1971 il comitato di amministrazione della Casa modificò la denominazione dell’Istituto in “Casa di Riposo” . Dal 1968 iniziarono una serie di lavori sia di restauro dell’originale costruzione con la caratteristica torretta, che di ampliamento con la costruzione di nuovi padiglioni. Il 31 gennaio 1993, dopo oltre settant’anni di amorevole opera di assistenza materiale e spirituale, le suore lasciarono la Casa di Riposo a motivo della precarietà di forze e di numero dell’Istituto religioso, che costrinse ad un ridimensionamento della comunità e dei servizi.

Nell'ottobre 2011 l'azienda, dopo tre anni di preparazione, ottiene l'accreditamento Joint Commission International per la Qualità e la Sicurezza dei servizi socio-sanitari e assistenziali offerti. L'A.p.s.p. Residenza Valle dei Laghi di Cavedine è la prima azienda pubblica italiana per i servizi alla persona ad ottenere questo prestigioso riconoscimento.

Lavori di ampliamento e ristrutturazione

Nel corso della sua storia, la Casa di riposo di Cavedine è stata oggetto di numerose e meritorie migliorie, realizzate con lo scopo di offrire, agli anziani ospiti, un ambiente sempre più accogliente ed ospitale. Nel 1967 il Comitato di amministrazione ritenne necessario provvedere alla ristrutturazione e all’ampliamento della Casa dopo che uno studio tecnico per la realizzazione di un nuovo edificio dovette essere accantonato per l’alto costo finanziario che comportava. Le opere più importanti realizzate possono quindi essere così descritte e riassunte:

1968 – aggiunta di un’ala con stanze ad uno o due letti, di un’ala con sala da pranzo e sala di soggiorno, realizzazione di una nuova chiesetta;

1972 - ampliamento di una nuova ala con stanze complete di servizi, salone per le attività ricreative, realizzazione di un ascensore e di un’ampia terrazza al primo piano;

1975 – lavori di restauro del vecchio edificio con l’eliminazione dei camerini e la realizzazione di camere con servizi, di una nuova sala da pranzo e di una nuova cucina al piano terra. La Casa veniva dotata anche di un ascensore-montalettighe;

1978 – realizzazione di una nuova lavanderia-guardaroba e di un alloggio per il personale di assistenza nell’edificio adiacente la Casa di Riposo acquistato dagli eredi Travaglia di Cavedine. Nello stesso anno veniva realizzata anche la nuova centrale termica per l’intero complesso;

1981 – realizzazione di un ambulatorio medico, di una sala da pranzo per i non autosufficienti, di bagni clinici e dell’ufficio amministrativo;

1983 – sistemazione di tutte le coperture e delle insolazioni termiche dei solai, nonché la sistemazione della vecchia torre del palazzo originario;

1984 – restauro dello stemma del Comune di Cavedine, eseguito ad affresco, esistente sulla facciata della torre;

1988 – adeguamento delle opere anti-incendio della Casa di Riposo;

1994 – costruzione della palazzina servizi, con realizzazione nella stessa di importanti servizi quali: lavanderia-guardaroba, centrale termica e trattamento aria, ascensore e montalettighe. Realizzazione di una sala per fisioterapia, ambulatorio, bagno clinico, sala per la cura della persona, ampio salone polivalente con soggiorni e salette per attività occupazionali. Realizzazione, al terzo piano della struttura, di un’ampia terrazza, in parte coperta, quale alternativa al salone nei periodi di bel tempo;

1999 – ristrutturazione del corpo centrale della Casa di Riposo;

2001 - ristrutturazione del corpo storico con l’ampliamento verso nord e realizzazione di un giardino su più livelli, collegati ed accessibili direttamente dai diversi piani della zona residenziale;

2007 – lavori di ristrutturazione dell’edificio circolare della Casa di Riposo con copertura del terrazzo per la creazione di un Centro di Servizi.